SONETTI
Per addottoramento in medicina.
Nato è r uom d’ aspri guai scherzo e bersaglio,E al fatai fuso Cloto condannollo.
Spesso a temprar de 1 mali il rio travaglioLa divina sta pronta arte d’ Apollo .
Ma la crudel Necessità col maglio 3
Vien presto a minacciar F ultimo crollo.,
E quando cala della Morte il taglio,
A tutti inchioda eternamente il collo.
Garzon, s’ altro non lice, almen le crudeForbici indugia dell’ingorda Parca,Costretta a rispettar la tua virtude :
Onde il nero nocchier d’ombre men care»Talor laggiù per la letéa paludeSpinga col remo la tremenda barca.
Il ratto d’ Orizia.
Poiché d’ Orizia il rapitor col veloD’ atra nube per F aria alto si tenne,
E delle membra F ostinato geloLe faville d’amor più non sostenne :
Sul folto della barba ispido pelo
L’ orrido ghiaccio a liquefar si venne,
E sciolte in pioggia pel sentier del cieloCadder le nevi all’ iperboree penne.
Avido sulla Ninfa egli spingea
L’ umido labbro , e per le guance belleColar giù in sen le fredde acque le fea.
Ella invan si schermia col braccio imbelle,E il ciel di grido femminile empieaMisto al fischiar di nembi e di procelle.