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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SONETTI

Sopra la Morte.

Morte, che se’ tu mai ? Primo elei danniL’ alma vile e la rea ti crede e teme }

E vendetta del Ciel scendi ai tiranni,

Che il vigile tuo braccio incalza e preme.

Ma l’infelice, a cui de’ lunghi affilimi

Grave è l’incarco, e morta in cuor la spemeQuel ferro implora troncator degli anni,

E ride all’ appressar dell’ ore estreme.

Fra la polve di Marte e le vicende

Ti sfida il forte, che ne’rischi indurajE il saggio senza impallidir ti attende.

Morte, che se’ tu dunque ? Un’ ombra oscura,Un bene, un male, che diversa prendeDagli affetti dell’uom forma e natura.

rei- celebre scioglimento di matrimonio.

Su P infausto Imeneo pianse, e rivolseAltrove il guardo vergognoso Amore :>Pianse Feconditade, e al Ciel si dolse,L’ onta narrando del tradito ardore.

Ma del fanciullo citcrco si volse

Giove dall’ alto ad emendar P errore :Vide P inutil nodo e lo disciolse,

E rise intatto il virginal Pudore.

Or sul tuo fato in ciel tiensi consiglio,Ligure Ninfa, ed altra insidia ha tesaPer vendicarti di Ciprigna il figlio.

E ben farallo che alla dolce impresaFia sprone il balenar- del tuo bel ciglio ,L’ età clic invita, e la svelata offesa.