SONETTI
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All'abate Bcrardi poeta estemporaneoc giureconsulto.
Acri contese , fatica aspra c rea ,
E battagliar di voci alpestri e rudi ,
E tarlati volumi, ceco d’ÀstreaL’ armi, il vessillo c gli operosi studi.
E di sì cruda e sì feroce Dea
Tu sulle tracce t’affatichi c sudi,
Tu nato agli ozi della rupe ascreaE avvezzo al suon delle tebane incudi ?
Lascia l’ingrata impresa $ e se di BaldoE Bartolo le carte antepor vuoiAi cantori d’ Achille c di Rinaldo ,
Gitta la lira, onor de’ fianchi tuoi}
Che d’ un’ istcssa man sicuro c saldoCetra c bilancia sostener non puoi.
A san Niccola da Tolentino.
Dedicato alla duchessa Costanza Bruschi Falconieri nipote di Pio VI .
(1787).
O che sull’urna, ov’ è il tuo fral sepolto,
Spirto amico e beato, ancor t’aggiri,
Ed ivi accolga con propizio voltoDel patrio Olienti i voti cd i sospiri■
O che nei raggi d’ una stella avvoltoLa più gentile che nel ciel s’ammiri,
Udir ti piaccia il suon diverso e molto,Ch’esce dal centro dei celesti giri:
Vieni, Divo immortai, vieni c costeiChe alfine ha vanto di feconda sposa,
D’un tuo sorriso assisti: c tu lo dei;di’ ella in Te spera, c sai clic generosa
Prole ha nel grembo, e, quale in ciel Tu sei,Ella è grande sul Tebro, e al par pietosa.