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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SONETTI

Sdegno, possente iddio delle tremendeFurie fratello, a cui simil non panne,

Ch" altri possa d’Amore spezzar 1’ arme,

E dell’ arco privarlo e delle bende•

Contro costei, che il cor mi strazia c fende,Perchè forte non vieni ad a'itarme ?

Perchè vile nell’uopo abbandonarme,

E dileguarti in faccia a chi m'offende ?Non vedi come per tradir prometta,

E ridendo tradisca? E la tirannaHa forse in sua difesa un maggior Nume ?Ahi! che senso di rabbia e di vendettaUn sasso prcnderia. Ma l’ire ingannaUn girar di quel ciglio , e il mio costume.

Sulla morte di Giuda .

I.

Gittó l’infame prezzo, e disperatoL’albero ascese il venditor di Cristo :Strinse il laccio , e col corpo abbandonatoDall’ irto ramo penzolar fu visto.

Cigolava lo spirito serrato

Dentro la strozza in suon rabbioso e tristo.FI Gesù bestemmiava, e il suo peccaloCli’ empiea 1’ Averno di cotanto acquisto.Sboccò dal varco al fin con un ruggito.

Allor Giustizia 1’ afferrò, e sul monteNel sangue di Gesù tingendo il dito,Scrisse con quello al maledetto in fronteSentenza d’immortai pianto infinito,

E lo piombò sdegnosa in Acheronte.