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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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II.

Piombò quell’alma all’infernal riviera,

E si fé’gran trcmuoto in quel momento.Balzava il monte, ed ondeggiava al ventoLa salma in alto strangolata e nera.

Gli Angeli dal Calvario in su la seraPartendo a volo taciturno e lento,

La videro da lunge, e per paventoSi fér dell’ ale agli occhi una visiera.

I demoni frattanto a l’aere tetroCalar l’appeso, e l’infocate spalleAll’ esecrato incarco eran feretro.

Così ululando e schiamazzando, il callePreser di Stige, e al vagabondo spctroResero il corpo ne la morta valle.

III.

Poiché ripresa avca l’alma digiunaL’antica gravità di polpe e d’ossa,

La gran sentenza su la fronte brunaIn riga apparve trasparente e rossa.

A quella vista di terror percossaVa la gente perduta: altri s’adunaDietro le piante che Cocito ingrossa ,Altri si tuffa nella rea laguna.

Vergognoso egli pur del suo delitto

Fuggia quel crudo, e stretta la mascella,Forte graffiava con la man lo scritto.

Ma più terso il rendea 1’ anima fella:

Dio tra le tempie glicl’ avea confitto}

Nè sillaba di Dio mai si cancella.