U2
SONETTI
Clic più li resta a far per mio dispetto,
Sorte crude] ? Mia donna è lungi, c io privoDe’suoi conforti in miserando aspettoEgro qui giaccio al sofferir sol vivo.
In chiusa parte ho i rai del giorno a schivo,Tutto in lei fiso ; ed altro al cor diletto,Altro dolce non ho che il fuggitivoFantasma, in sogno, dell’amato oblnelto.
Menti-’ io pasco di lui lo spirto oppresso,
Ecco pietosi, come il duol gli accora,Gitlarsi i figli nel paterno amplesso 5 .
Ah! clic ingiusto è il lamento, io grido allora;Se gioirmi di questi emnn concesso,
Più non mi lagno , e son bealo ancora.
Alla contessa Violante Perlicari Giacchi.
De’ miei mali al pensici-, clic fiero il petto
M’ange, e del peggio ancor ticnmi in periglio,Passo in pianto le notti, e stanco e strettoD’amare stille alfin socchiudo il ciglio.
Ed ceco innanzi al doloroso letto
Cheta cheta in vestir bianco c vermiglioFarsi una donna di celeste aspetto ,
Che per mano mi prende, c in dolce piglio :
Fa cor, mi dice : l’Amistà son io,
Degli afflitti conforto, c a starti accanto.
Caro infelice, la pietà m’appella.
Tenera allor m’ abbraccia c terge il pianto.
Fuggc il sonno, apro gli occhi, c al fianco mioFa ritrovo seduta; c tu sci quella.