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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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U2

SONETTI

Clic più li resta a far per mio dispetto,

Sorte crude] ? Mia donna è lungi, c io privoDe’suoi conforti in miserando aspettoEgro qui giaccio al sofferir sol vivo.

In chiusa parte ho i rai del giorno a schivo,Tutto in lei fiso ; ed altro al cor diletto,Altro dolce non ho che il fuggitivoFantasma, in sogno, dell’amato oblnelto.

Menti-’ io pasco di lui lo spirto oppresso,

Ecco pietosi, come il duol gli accora,Gitlarsi i figli nel paterno amplesso 5 .

Ah! clic ingiusto è il lamento, io grido allora;Se gioirmi di questi emnn concesso,

Più non mi lagno , e son bealo ancora.

Alla contessa Violante Perlicari Giacchi.

De’ miei mali al pensici-, clic fiero il petto

M’ange, e del peggio ancor ticnmi in periglio,Passo in pianto le notti, e stanco e strettoD’amare stille alfin socchiudo il ciglio.

Ed ceco innanzi al doloroso letto

Cheta cheta in vestir bianco c vermiglioFarsi una donna di celeste aspetto ,

Che per mano mi prende, c in dolce piglio :

Fa cor, mi dice : l’Amistà son io,

Degli afflitti conforto, c a starti accanto.

Caro infelice, la pietà m’appella.

Tenera allor m’ abbraccia c terge il pianto.

Fuggc il sonno, apro gli occhi, c al fianco mioFa ritrovo seduta; c tu sci quella.