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CANZONI, ODI, EC.
Di piacer con lor favella.
Di diletti e vanità,
Invocando invan la bellaGià perduta libertà.
Fra li salmi e le noveneTemerario il naso ficca,
Ed a tutte sulle schieneLa tristezza e il tedio appicca.
Va con esse al letto, c dormeDolci sonni lusinghieri}
Poi scompiglia in varie formeI pudichi lor pensieri,
Che languenti e smorti in facciaFuggon via, quai calabroniClic il villan col foco scacciaDagli antichi covaccioni.
Alla cella, al refettorio,
Al giardino , all’ orto , al coro,Alla porta, al parlatorio ,Dappertutto è Amor con loro.
Colà dunque quell’ astutoTraditor si mise al varcoDietro all’ uscio, e ben acutoAdattò lo strai sull’arco.
Al medesmo loco intanto( E quel furbo lo sapea )
Una Ninfa , prima alquantoDi lui, tratto il piede avea:
Una Ninfa, a cui fra 1’ altreDel Lamon donzelle amabiliLargì il ciel bellezza c scaltreGrazie oneste incomparabili.