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CANZONI, ODI, EC.
Così al soffio d’ Austro amicoSoglion spesso i duri montiLiberar dal gelo anticoLe canute alpine fronti.
Al tremor che in sen mi scosseNervi e fibre tutte quante ,
Come s’ urto c assalto fosseD’aspro foco elettrizzante,
Dall’ elastiche cellette
Del cerébro a mille a milleScoppiar fuori insiem ristretteLe poetiche faville.
E la cetra, o fosse il vento,
Od un Nume, ch’io noi so,
Dal suo tronco in quel momentoDue c tre volte s’agitò.
Quando il murmure 1’ ascosaPigra Inerzia allor n’ udì ,
Dal pertugio frettolosaScappò fuori, e via fuggì.
Poiché alfin dal peso indegnoSentì il grembo disgombrarsi,Cominciò 1’ arguto legnoTosto all’aria a dondolarsi.
E con certo mormorioSibilando piano piano ,
Parea dir che avea desioDi venirmi nella mano.
Diedi appena a lui di piglio,
' E il toccai, che allegri c snelliDal lor tacito coviglioSbucar Fauni c Satirelli.
Monti. Poesie varie.
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