5o CANZONETTE, ANACREONTICHE
In udir le laudi intornoRisonai' di questa Bella,
Da i Pastor nomata un giornoLa vezzosa Toscanella,
Plauser tutti, e vergognoseL’altre Ninfe si celarono,
Che men vaghe e grazioseAl confronto si mirarono.
Io non posso a parte a parte,Come al merto si conviene ,
Di costei spiegarti in carteI Lei pregi, o mia Climene.
Lungo , folto , nereggiante
Fiocca il crine, che, la modaSecondando , il hel sembianteIn più buccole rannoda.
Giusta, aperta e ben distesaE la fronte signorile,
Che al di fuor mostra e palesaLa bell’alma e il cor gentile.
Gli occhi neri, da cui piovereVedi un dolce ardente foco,Son pietosi e lenti a movere,
E fan strage in ogni loco.
Ivi i dardi arroventare,
Pria di batterli all’incude,Suol Cupido, e poi piagareLa Lamonia gioventude.
Ivi ei parla, ed eloquentiRende i guardi più furtivi}
Ivi ordisce i tradimenti,
E castiga i cuor più schivi.