CANZONI, ODI, EC.
Un coloi che alquanto è bruno,Sulle guance le si mesce,
Che non porta oltraggio alcunoAl suo bello, anzi 1’ accresce.
Tal fra i duri mietitoriE la Dea d’Eieusi ancora^
Tal dell’arme in fra gli orroriDi Gradivo è pur la suora.
Dolce dolce in giù declinaIl gentil collo tornito,
E sul petto indi confina,
Clic in via giusta compartito,
Mollemente al trai- del fiato,
Qual liev’onda, or sale or scendiCome quando il mar calmatoPlacid’aura increspa e fende.
Nodo e vena non eccedeSulla liscia sottil mano,
Che li baci aspetta e chiedeMille miglia da lontano.
Disinvolta, agile e francaTutta è poscia nella vita,
Sì che par che dentro all’ancaAbbia zolfo e calamita.
Ma tai pregi e che son mai,
Se alla bocca io li pareggio,
Ove Amore ed i più gaiSuoi fratelli han posto il seggio?
Cede a lei la fronte, il ciglioE la guancia, e ogni altra cosa,Come il fior giacinto e il giglioDi beltà cede alla rosa.