CANZONI, ODI, EC. 6l
Mentre di tue mirabiliPupille allo splendorL’etra d’intorno empicasiD’insolito chiaror }
E dall’ antica e rigidaFronte scuotendo il gel,
Gli olmi stillar parevanoDi rugiadoso mel.
Tal dalle sue bell’isoleSe a riveder 1’ apriiVicn sulla conca lucidaDel mar la Dea gentil}
Sciolgono a gara i zefiriDalla collina il voi,
Ridono i mirti e smaltasiDi fior leggiadri il suol.
Ella si allegra, e il placidoGirando occhio divin ,
Odor d’ambrosia c balsamoSparge dall' aureo crin.
Ma perchè mai, Bellissima,
Il tuo gioir sparì ?
E perchè tauto in lagrimeTi struggi in questo dì ? \
J
Quc’ tuoi begli occhi fulgidi,
Dolce albergo d’ amor ,
In fonti si converseroDi pianto e di dolor.
Quei labbri che soleansiDi riso in pria vestir,
Ohimè ! di lunghi or suonanoSingulti e di sospir.