CANZONI, ODI, EC.
Placati aldo : sì miseraNon sia tanta beltà}
Essa è tuo don : 1’ offenderlaE troppa crudeltà.
Ohimè ! che indarno io pregotiPietoso, o donna, il ciel :
Egli non m’ode, e aggravatiIl destino crude].
Tutto ei ti tolse instabile}
E solo ti restò
Quella virtù che i palpiti
Del cuor non secondò.
Tu piangi, è ver: ma deboleIl pianto tuo non è,
Se amor di madre esprimerloDagli occhi tuoi potè.
Veder delle tue viscerePrima e miglior metàTeco il tuo figlio squallidoPer dura povertà . ..
Rende il feral spettacoloSì giusto il tuo dolor,
Che trar d’alpina seliccPotrebbe il pianto ancor.
Pur fra cotante lagrimeSei bella ancor così :
Ma quanto, ohimè ! dissimileDa quel che fosti un dì.
Lo stuol leggiadro e candidoDe’ Silfi tuoi dov’ è ?
Ahi! che smarriti e queruliOr piangono con te.