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CANZONI, ODI, EC.
Torna ilei verno fuggitivo i danni,
Tu fai vento coi vanni. Alle fiamme sopite, e una donzellaDi sembianze m’additi alme e celesti,
Clic dall’Arno la bella
Sponda latina a innamorar traesti.
Su la neve del collo intatta e vivaSparsa eli’ avea la brunaSua chioma, c il capo avvolto in crespi veli.Dalle vesti il bel seno un poco usciva,
Come candor di luna
Che dalle nubi tremula trapeli.
Dal più puro dei cieli
Io la crcdea discesa; che mortale
Già non sembrava; e ponca 1’ occhio attento
Agli omeri d’ argento
A risguardar se vi spuntavan l’ale.
Sua bocca liberale
Di sorrisi era sì gentili e bei,
Di sì soavi angeliche parole,
Che avria per 1’ aria i rei
Nembi dispersi, e in ciel fermato il Sole.
Un freddo, un foco allor mi corse al core,
Che il piede instupidito
Mi tremò sotto, e il volto scolorossi.
Tentai tre volte palesar l’ardore,
E tre volte smarrito,
L’accento ch’era per uscir, fcrmossi.
Ma da secreta intelligenza mossiPaidaron gli occhi, e con sguardo languenteEmendando il tacer del labbro avaro ,
L’interno disvclaro
Alla nemica mia stato dolente.
Ella il vide, e repente