CANZONETTE, ANACREONTICHE
Parli j quasi sdegnando la crudeleD’un mortale i sospiri} e certo è degnaPiù clic Leda e SemoleClic Giove istcsso amante ne di veglia.
Partissi} e al corto arnese, al portamento,A le forme imitandoDel primo ciel la cacciatrice Diva ,
Che lascia in dietro mcn veloce il vento,Cervi e damme stancando,
Del volubile Eurota in su la riva,
Fra la baccante gioventù festivaDe la bella progenie di Quirino ,
Sovra cocchio dorato ella comparve.
Girò le luci, c parveUn paradiso aprir quando vicinoTrasse il volto divino.
Arscr Paure d’intorno, c d’amor tocchiVolaro a lei da cento palchi i cuori}
Che scritto era in quegli occhi:
10 son cosa celeste} ognun m’adori. —
Stuol frattanto d’illustri lusinghiereAlme figlie del TebroPer la contrada sopraggiunge e passa.Tutte legan di bende forestiere
11 crin prolisso e crebro }
E qual Greca ti sembra, e qual Circassa .La bionda capelliera in giù si lassaNegligente cader su i bianchi petti,Bianchi qual fresca neve che in solingaRupe il vento sospinga.
Quando il gelo imprigiona i ruscelletti.Volano i zefìretti
A lambir quelle chiome e que’ bei volti,E innamorati li vorrian rapire }