CANZONETTE , ANACREONTICHE
Mentre un profondo gemitoUscir s’ udia dal trono :Intorno ancor ne mormora,Se tu 1’ ascolti, il suono.
E al tuo desir propiziaDi nuovo io già sccndea:
Il mio secondo tremitoGià scosso il sen t’avea.
Dalla lusinga amabileD’ un avvenir miglioreSu la funesta perditaPrcndea conforto il core.
Ma tosto un Dio contrarioSì bella speme uccise,
E me tradita e deboleDal flanco tuo divise.
Più forte allor bagnaronoLe amare stille il petto,
Ed abbondanti scorseroSu l’infecondo letto;
E scapigliata e suppliceMi richiamasti invano;
E io volli invan soccorrerliColla fuggente mano.
Yietollo il Fato. ImpavidaTu poi di tanto affannoColla ragion paciCcaTemprar sapesti il danno;
Che dentro membra tenereNe’ casi avversi e crudiTu saldo spirto cd animaFilosofante chiudi.