CÀNZOXI, ODI, EC.
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PER NOZZE ILLUSTRI
Su l’odorato talamo,
di’ or la tua mano infiora,Odi, o Figliuol di Venere,Odi il mio canto ancora.
E ver clic, punta l’animaD’acerbe cure ingrate,
Versi d’ amor mal tentanoLe corde abbandonate}
Che in queste soglie, ov’arbitroSolo il Piacer s’aggira,
Di Vate melanconicoMuta esser dee la lira.
Pur s’io qua vengo, indebitoNon vengo, c Dea mi move,Clic più mi vai d’Apolline,Cbe più mi vai di Giove.
Tacciasi il nome, e chiudaloFedel rispetto in core:
Il volgo non intendemi}
Ma tu m’intendi, Amore.
Dunque sul casto talamo,
Ch’ or la tua mano infiora,Odi, o Figliuol di Venere,>di il mio canto ancora.