CANZONETTE, ANACREONTICHE
LA PACE
(1801 )
Voi che dell’ armi al suono impaurite ,
Pace invocaste su le patrie arene,
Tenere madri, ardenti spose, uscite:
De’ suoi bianchi corsieri odo il nitrito,Sotto l’asse tremar sento la riva.
Fuori uscite^ ogni pianto è già finito:
Ecco la Diva.
Lungi il loto, o fanciulle, ed il narciso}Cld ella non ama delle Pai-clie i fiori.Date rose e mortelle, e al fiordalisoMisti gli allori.
Caro è il lauro alla Dea giunto alla frondaClie a Minerva fiorì} più caro e belloSe di sangue e sudor pria lo fecondaLargo ruscello.
Ve’} due rami ella tien del sospiratoCecropio arbusto allegrator del mondo.Diè Marengo il primiero , e il congiuraloIstro il secondo.
O cara Pace, che del fier Gradivo L’ire tremende col sorriso affreni,
E del brando crudel col santo olivoL’ elsa incateni,
D’Mòenlinda e Marengo ai vincitoriLa bevanda prepara alma de’ jNumi :
Ma dell’ Olimpo ai ineritati onori
Tardi gli assumi.