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CANZONI, ODI, EC.
All’invidia del Ciel basti il rapito
Desaix , morta speranza, eterno affannoDegl’italici petti, ed infinito
Pubblico danno.
Tu, che le stolte insegui ire mortali
Dal pianto accompagnata, e, della guerraCon man pietosa ristorando i mali,
Salvi la Terra:,
Diva, primiero d’ogni cor desio,
Diva, in ciel nata il dì che tacque il tuonoSu i Titan domi, e fu del maggior DioFermo il gran trono ^
Deb! rimanti fra noi•, cangia le spadeIn vomeri e bidenti:, al primo onoreTorna gl’itali campi: e Libertade
A te saltante su le stipe accese
L’alma Pale fa plauso} a te contentiDalla valle abduana e cremonese
Mugghiali gli armenti.
Qui Cerere t’ aspetta , qui LieoTi raccomanda le felsinee viti,
E Palla i sacri del sapere acliéoGenii sbanditi.
O di santa Concordia, o più ti siaGradito il nome di celeste IreneClie l’Ilisso ti die, vieni, ed obbliaL’are d’Atene .
Qui dove in pria tuonar s’ udian di Marte I cavi bronzi, c sbigottir gl’ Insubri,
Vieni: e divisi avrai con BonaparteInni c delubri.