CANZONI , ODI , KC.
N’ ebbe l’Ismeno: e PindaroSuonar di Dirce i versiFé’ per la polve olimpica,
Del nostro dolce aspersi.
E nostro è pur 1’ ambrosioOdor, che spira il cantoDel caro all’Api e a CesareCigno gentil di Manto.
Inviolate e libere
Di lido errando in lido,
Del bel Lemcne al margine 3<lAlfin ponemmo il nido.
E di novello popoloAl buon desio pietoseDe’ più bei fiori il caliceSuggendo industriose,
Quest’ aureo miele etereoCogliemmo al porporinoTuo labbro, augusto Pargolo,Erede di Quirino.
Celeste è il cibo; e, simboloD’alto regai consiglio,
Con più felice auspizioL’ Ape successe al Giglio :
Chè noi parlante immagineSiam di Re prode e degno,
E mente abbiamo ed indoleGuerriera e nata al regno.
Il favo, che sul vergineTuo labricciuol si spande,
In te sia dunque augurioDi Sir prestante e grande.