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CANZONETTE , ANACREONTICHE
Tali noi vide nella prima vita
Stupito il mondo. La beltà clic pere ,
E quella che del rogo esce più viva,
Sì de’nostri amador l’alma rapitaInfiammar, che levandosi alle sfere,
Di ciascuna di noi fece una Diva.
Sulla romulea riva
Nuovo d’ arte portento oggi c’ india
Pennelleggiando ; e fa dubbiare a prova
Se più potente mova
De’colori o de’carmi la balia:
Tanta, in mirarne, i riguardanti pigliaRiverenza, diletto e meraviglia.
Or tu, di Clio CultOl'j cui grande amoreI volumi a cercai- trasse di questiDelle italiche Muse archimandriti,
( Qui d’ un sorriso mi fer essi onore,
Che allcgrommi i pensieri, e di modestiLi fe , a seguirne le grand’orme, arditi)Tu di strali foi-bitiAlla lor cote arma la cetra, e segnoFanne il valor del giovinetto Apelle ,
Che di grazie novelle
Crebbe nostra beltà. Mostra che degno
Sci di laudarlo, c de’pennelli il vanto,
Se puossi, adegua col poter del canto.
Bice sì disse. E a lei di generoseLaudi datrice si fér 1’ altre intornoCol favellar che i grati sensi esprime,
E 1’ abbracciai-. Poi vòlte alle famoseOmbre, il cui labbro così larga un giornoSpandca la piena del parlar sublime,Ridir le dolci rime