CANZONI, ODI, EC.
Intenerita intanto alle leggiadreNote, e fissa le cigliaNell’apollinea figlia,
Di muto gaudio esulterà la madre •
E della madre e della figlia strettiConfonderansi in dolce amplesso i petti.
Quale, se sgombro delle nubi il velo,Vibra il Sole più schietteLe lucide saette,
Si rialzano i fiori in su lo stelo,
E dal suo grande aitar gl’ invia la terraGrati i profumi che dal sen disserra $
Tale, al bell’ atto del materno amore,Dopo tanti martiriE lagrime c sospiri,
Brillerà del risorto estro il valore^Ed a Giove ospitai questo solenneInno di gioia spiegherà le penne :
Giove padre, che le santeDell’ospizio auguste leggiPria ponesti, e 1’ uomo amanteDel fratello ami e proteggi,Cortesia che prega e donaQueste mense a te corona.
E tu scendi, e re t’ assidiDel banchetto, Iddio cortese.Deh n’ ascolta, deh sorridiAH’ invito, c fa paleseChe non soli a le graditiSon gli etiopi conviti.
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