CANZONETTE , ANACREONTICHE
Qui dal fasto cittadino
Fuggitive lian fermo il piedeLe virtù clic a Dio vicinoAlzali l’uomo: intera fede,Bontà schietta, amor del retto,De’ Celesti il pio rispetto.
E quant’ altre il cor fan helloDe’ mortali, al sir di questoA lor sacro e caro ostelloPregan tutte che funestoMai non splenda astro veruno,Che gli volga il chiaro in bruno.
Prendi adunque, o padre, in curaQuesti campi a lui diletti,
Ove 1’ arte alla naturaPoter cresce in vaghi ctfetti.
Deli, ticn lungi da sì bellePiaggio i tuoni e le procelle.
E di grandini e di piove
Abbastanza il turbo orrendoQui proruppe. Or porta altroveDe’ tuoi nembi il suon tremendo.Mancan forse all’ ire ultriciDe’ tuoi strali empie cervici ?
A che struggi, a che sgomentiColla folgore voracePie contrade ed innocenti,
E stan Pelio ed Ossa in pace ?
O fin poni a tanti orrori,
O non fia chi più t’ adori.