CANZONI, ODI, EC.
PER. L’ONOMASTICO DELLA SUA DONNA
(1826)
Donna , dell’alma mia parte più cara,
Perché muta in pensoso atto mi guati y
E di segrete stille
Rugiadose si fan le tue pupille ?
Di quel silenzio, di quel pianto intendo,
O mia diletta, la cagion. L’eccessoDe’miei mali ti toglieLa favella , e discioglieIn lagrime furtive il tuo dolore.
Ma datti pace, e il corc
Ad un pensier solleva
Di me più degno, e della forte insieme
Anima tua. La stella
Del viver mio s’appressa
Al suo tramonto^ ma sperar ti giovi
Che tutto io non morrò: pensa che un nome
Non oscuro io ti lascio} e tal che un giorno
Fra le italiche donne
Ti fìa bel vanto il dire: Io fui 1’ amore
Del cantor che di care itale noteVestì l’ira d’Achille .
Soave rimembranza ancor ti fla,
Che ogni spirto gentile
A’ mici casi compianse ( e fra gl’ Insubri
Quale è lo spirto che gentil non sia?).
Ma con ciò tutto nella mente poni,
Che cerca un lungo sofferir chi cerca