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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

Odo dell’aura errante il fischiar mesto,

E il taciturno mormorai- del fonte,

Che un freddo invia su l’alma orror funesto.

Su i fianchi alpestri e sul ciglion del monteVan cavalcando i nembi orridi e cupi,

E stan pendenti in minacciosa fronte.

Oh piagge oscure ! oh spaventose rupi !

Oh rio silenzio ! oh solitario speco,

Segreto albergator d’ orsi e di lupi !

Tu mi rapisci: il tenebrar tuo cieco

Piace al cor mesto} e forza acquista e lenaDa te la doglia, e quel terror che è meco.

Forse un tempo segnar quest’ arsa arenaL’orme di qualche disperato amante,

Cui la vita fu tronca dalla pena.

Aneli’ io qua movo il debil passo erranteD’ amor trafitto, e il mio tormento chiedeConfidenza da queste orride piante.

Mostra senza pictade e senza fede,

Crudele Amor ! tu dunque troveraiChi t’ arda incensi, e ti si curvi al piede?

Maledetto il pensici’ ch’io ti donai}

Maledette le trecce e la scaltritaSembianza, onde sedurre io mi lasciai}

Maledetta l’infausta ombra romita

Conscia de’ miei trionfi, e della spcneLungo tempo felice, e poi tradita.

Folle, che dissi? D’un perduto bene,

Che lo spirto deluso ange e percote,

Chi la memoria a suscitarmi or viene?

Ahi, che 1’ alma delira, e per le goteTremolo va serpendo orror soverchio,

E un altro fiero immaginar mi scuote !

Veggo le nubi strascinate a cerchioDagl’ iracondi venti al mondo tuttoFar di sopra un ferale atro coperchio.