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TERZINE
Muggc il tuono fra’ lampi, c dappertuttoDal sen de’nembi la tempesta sbalza,
E schianta i boschi il ruinoso flutto.
Piombano con furor di balza in balzaGonfi i torrenti, e tetti e selve e massiIn giù la strepitosa onda trabalza.
Ah ! voi fuggite, o miei pensieri 5 c lassiNascondetevi tutti al triste obbictto ,
Finché del ciclo la procella passi !
O flebil antro, 0 flebile ricetto ,
Lascia che in questa almcn nera speloncaRicovri alquanto il conturbato petto.
Del tufo sotto alia scavata conca
Corrono ad incontrarmi le tenebre^
E più m 1 innoltro, più la luce è tronca.
Spettri e larve davanti alle palpebrePassar mi veggo bisbigliando, e sentoChe gemono d’intorno in suon funebre.
Oimè ! forse d’ errante Ombra il lamentoÈ quel che dalla cavernosa voltaEmerge mormorando lento lento ?
Se nemica non sei, fermati, ascolta:
Tu che meco confondi le querele,
Che vuoi da me, dogliosa Ombra insepolta?
Ma tutto tace intorno, e nel crudeleMio stato in questo tenebroso albergoSol la cupa risponde Eco fedele.
Ahi ! chi m’agghiaccia il cor? di qual m’ asperFreddo sudor la fronte ? c qual tremendoFantasma è quello che mi vien da tergo?
Sostienmi, o mio coraggio. Ecco 1’ orrendoVolto di Morte ! Arricciasi ogni pelo ,
E 1’ alma al cuor precipita fremendo.
Ah fuggi, ah fuggi, e alle mie vene il geloNon mandar di tua vista ! In queste grotteA me forse t’invia l’ira del Cielo?