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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TEitZIXE

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Ma (li quel sangue prezioso e mondoSola una stilla non potea bastareLe colpe tutte a riscattar del Mondo?

Fu pur sangue il sudor clic a lui grondareFe poc’ anzi nell’Orto il solo aspettoPresente all’ alma del vichi penare.

Io 1’ ho visto di funi avvinto e strettoStrascinato a morir da ingordi cani,

Sangue il viso e la fronte, e sangue il petto.Ed or legate a un sasso ambe le mani,

Di flagelli mirai fiera tempesta

Via strappargli la carne a brani a brani.

Or corona di spine aspre contestaForargli il capo, lacerargli i nerbi,

E solcargli di piaghe ampie la testa.

Ahi ! che in narrarti i suoi tormenti acerbi

10 rinnovo al mio cor cpiante ferite

A lui diero quei mostri empi e superbi.

Taccio P onte, gli oltraggi e PinfiniteIgnominie sofferte, e le contradeDel suo sangue vermiglie e colorite.

Di propria man P ingrata Umanità deAlfin P ha fitto in croce, e trionfandoOr s’ allegra di tanta indegnitade.

Ah! quel braccio dov’è che, un di volando,

Del cicl trattenne al vecchio Abram repente

11 ferro esecutor del tuo comando?

Pel reo dritto non è che P innocente

Sia punito e perisca} e consentireTu noi dei clic sei giusto e insiem clemente.Chi chiamarti vorrà nell’ avvenireDio di pace c d’amor , s’ anche il tuo figlioTu medesmo così danni a morire?

Ah! no, cangia pensici*, cangia consiglio}

Guardami: io son che prego. — Avria più detto,Se meno il pianto le piovea dal ciglio.

Mosti. Poesie varie. 14