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TERZINE
Abbassò nel finir la fronte al petto,
E ammutì } ma nel mezzo alla mestiziaParlava ancora il suo dolente aspetto.Rinnovossi sul ciel lutto e tristizia,
E il favellar della Pietà commosseAnche il cor dell’ eterna alta Giustizia.Essa, amica negli atti, in piò rizzosse:
10 son paga, sciamando - , c, soddisfattoNell’Uomo Dio, già il mio rigor placosse
Ma non è pago Amor } egli l’ha trattoAl feral varco : inchina il guardo e mira :Vcdil che stassi di ferire in atto.
Ei già P arco di morte allenta e tira;
Già lo strai sen volò : già chiude i lumi}Già piega il capo la grand’ Ostia , e spira.Sì disse} e al basso riguardare i Numi,
E vider come trionfando AmoreFerisca, e tutto già di sangue ei fumi.Allor d’ atre procelle e di terroreL’aria turbossi, e traballò la terraScossa da rumoroso ampio tremore.
Si spezzarono i monti, e di sotterra
In nero ammanto uscir 1’ ombre sepolte,
E i venti s’azzuffai’ coll’onde in guerra.Piobbe sangue la Luna, e, indietro volteLe spaventate rote al Sole, un nemboInnalzò di tenebre orrende e folte.
Svenne del dì la luce, c dentro il lemboDella veste i color sparsi cogliendo,Sbigottita fuggì con essi in grembo.
Solo tra quel mortai bujo tremendo
Torvo gli occhi e col crine ispido e ritto
11 palpitante Orror già trascorrendo:
E in mirar sulla croce un Dio confitto,
Batteasi il volto, e si penila, che maiNon scese al cor di chi 1’ avea trafitto.