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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

Abbassò nel finir la fronte al petto,

E ammutì } ma nel mezzo alla mestiziaParlava ancora il suo dolente aspetto.Rinnovossi sul ciel lutto e tristizia,

E il favellar della Pietà commosseAnche il cor dell’ eterna alta Giustizia.Essa, amica negli atti, in piò rizzosse:

10 son paga, sciamando - , c, soddisfattoNell’Uomo Dio, già il mio rigor placosse

Ma non è pago Amor } egli l’ha trattoAl feral varco : inchina il guardo e mira :Vcdil che stassi di ferire in atto.

Ei già P arco di morte allenta e tira;

Già lo strai sen volò : già chiude i lumi}Già piega il capo la grand’ Ostia , e spira.Sì disse} e al basso riguardare i Numi,

E vider come trionfando AmoreFerisca, e tutto già di sangue ei fumi.Allor d’ atre procelle e di terroreL’aria turbossi, e traballò la terraScossa da rumoroso ampio tremore.

Si spezzarono i monti, e di sotterra

In nero ammanto uscir 1’ ombre sepolte,

E i venti s’azzuffai’ coll’onde in guerra.Piobbe sangue la Luna, e, indietro volteLe spaventate rote al Sole, un nemboInnalzò di tenebre orrende e folte.

Svenne del dì la luce, c dentro il lemboDella veste i color sparsi cogliendo,Sbigottita fuggì con essi in grembo.

Solo tra quel mortai bujo tremendo

Torvo gli occhi e col crine ispido e ritto

11 palpitante Orror già trascorrendo:

E in mirar sulla croce un Dio confitto,

Batteasi il volto, e si penila, che maiNon scese al cor di chi 1’ avea trafitto.