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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

2 I I

Così l’egra natura acerbi lai

Spargca, morto annunziando il suo Fattore.Io mi scossi frattanto, e mi trovaiMolle tutto di pianto e di sudore.

II.

Tristo pensici’, che dal funereo monte,

Ove spirar trafitto un Dio vedesti,

Ritorni indietro sbigottito in fronte,

Ove spingi i miei passi ? c qual per questiScuri deserti e flebili campagneScena di lutto e di terror m’ appresti !

Qua si squarciano i fianchi alle montagne 5La il mai' da lungi per tempesta freme}Di sopra il cielo inorridisce e piagne;

Di sotto incerta e tremebonda gemeLa terra, e nell’antico innondamentoDell’abisso natio sepolta ir teme.

Non più : nell’ alma risvegliarsi io sentoIn faccia alla commossa ira divinaDi Natura il cordoglio e lo spavento.

Veggo le vie dell’ empia Palestina,

Veggo il Giordan che tra le meste spondeTorbido c lamentoso al mar cammina.

Qui passò l’Arca del gran Patto, c l’ondeRitiraronsi indietro riverenti,

Lasciando asciutte le lor vie profonde.

Qui battezzava i popoli credenti

Quel Giusto, che il commi RiparatorePer le sorde annunciò selve alle genti.

Qui sconosciuto il Nazaren SignoreGiunse ancor esso, ed il lavacro chieseAll’attonita man del Precursore;

Mosti. Poesie varie. 14*