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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

E tosto pel sereno aere s’ accese

Un lampo, e: Questi è il Figlio mio diletto ,Da bianca nube risuonar s’intese.

Fiume superbo, clic dall’imo lettoUscisti allora per baciar le santeOrme, e bearti in quel celeste aspello,

Dimmi dove in mirarlo il flutto erranteFermasti innamorato, e dove poseSu la tua riva il mio Gesù le piante?

Dimmi ove sono i gigli, ove le rose,

Clic, dovunque il divin piede arrestossi,Spuntarono fragranti e rugiadose ?

Oimò ! tu reco gemi, e dai commossiGorghi dir sembri in flebil mormorio,

Che tutto in pianto il tuo gioir cangiossi.

Tal non eri, o Giordan, quando s’udioLa davidica cetra alle tue riveGli alti portenti celebrar di Dio.

Allor vedesti di baldanza prive

Del fiero Madian, di Moab le schiereSu’ tuoi ponti passar vinte e captive.

Allora di Sion su le guerriere

Torri mirasti all’ aria sventolantiLe lacerate filistee bandiere*,

Mentre terror di regi c di giganti

Ruggia ’l leon di Giuda , e altier correaFra barbarici cocchi ed elefanti.

Ma dileguossi la grandezza ebrea ,

Come 1’ onda che frigge, e sol restonneUna languente disprezzata idea.

Lo splendor del Carmelo e del Saronnc,

Il Salvatore d’Israele apparse,

E noi conobbe l’infelici Sionne.

L’orgogliosa non volle rammentarscDe’ suoi Profeti l’ispirata voce,

Clic lidia spesso all’ orecchio risuonarsc,