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TERZINE
Arruffala le ciglia, irta i capelliVa Dispcrazion correndo, c stoltaCerca contro il suo scn spade e coltelli.
Il Disordin la segue, e tuttavoltaVie più spaventa la città, clic cadeNel proprio sangue orribilmente involta.
Fra le stragi e il terror la CrudeltadeEsulta c freme, nè fiorite guanceRisparmia ingorda, nè rugosa ctade.
Con ferri nudi ed abbassate lance,
Sopra un monte cavalca il vincitoreDi tronche teste c di squarciate pance.
Ardon le case, ed il divin furoreSoffia dentro l’incentlio, e vendicatoIl Cicl sorride fra cotanto orrore.
Così d’obbrobrio carco e incatenatoTraggon vittrici l’Aquilc latineDella sleal Gerusalemme il fato.
Ed essa or giace fra virgulti e spineSepolta, e sol l’adorna e manifestaL’ orrido avanzo delle sue mine.
Così quando del cicl fiamma funestaUna quercia ferì, che i larghi bronchiAlto all’aure spandea per la foresta,
Benché squarciati, affumicati e monchi,Pur su l’arso sabbion col proprio pondoRitti si stanno e maestosi i tronchi,
Quasi aspettando il fulmine secondo.