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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

Arruffala le ciglia, irta i capelliVa Dispcrazion correndo, c stoltaCerca contro il suo scn spade e coltelli.

Il Disordin la segue, e tuttavoltaVie più spaventa la città, clic cadeNel proprio sangue orribilmente involta.

Fra le stragi e il terror la CrudeltadeEsulta c freme, nè fiorite guanceRisparmia ingorda, nè rugosa ctade.

Con ferri nudi ed abbassate lance,

Sopra un monte cavalca il vincitoreDi tronche teste c di squarciate pance.

Ardon le case, ed il divin furoreSoffia dentro l’incentlio, e vendicatoIl Cicl sorride fra cotanto orrore.

Così d’obbrobrio carco e incatenatoTraggon vittrici l’Aquilc latineDella sleal Gerusalemme il fato.

Ed essa or giace fra virgulti e spineSepolta, e sol l’adorna e manifestaL’ orrido avanzo delle sue mine.

Così quando del cicl fiamma funestaUna quercia ferì, che i larghi bronchiAlto all’aure spandea per la foresta,

Benché squarciati, affumicati e monchi,Pur su l’arso sabbion col proprio pondoRitti si stanno e maestosi i tronchi,

Quasi aspettando il fulmine secondo.