TERZINE
2 I B
Mi corse un gelo per le membra smorte,
Ed: Ohimè, dissi, ohimè la greggia! e scampoNon fìa che il cielo all’ infelice apporte?
Allor guizzò per l’alto un rosso lampo,
E scoppiar a sinistra il tuon s’intese,Rumoreggiando per l’aereo campo.
Di tranquillo splendor l’etra s’ accese,
E sulla punta d’un lucente raggioGai’zon di forma angelica discese.
Luminoso ei trascorse ampio viaggio,
E da forti percosse ignee scintilleFecer largo le nubi al suo passaggio.
Del Sol le vampe avea nelle pupille,
E sulle reni un cerchio folgoranteDi pugnanti fra sè fiamme e faville.
Ei poggiò nella piaggia erma le piante,
Qual colonna di foco in selva oscura,
Che riconforta il pellegrino errante.
All’ attonito ovil diè di sicura
Pace uno sguardo, e un altro alla montagna,Nunziator di sterminio e di paura.
Venga (poscia gridò per la campagna),
Venga l’Eletto a custodir le sparseFide agnelle di Cristo, e non si piagna.
Della voce possente il suon si sparsePer tutto, e verso l’Aquilon lontanoUom di modesto portamento apparse.
Liete i suoi passi precorrean per pianoRettissimo sentici- Fede e Fortezza,
E Caritade lo tenea per mano.
Ma incontrò per la via Fasto e Grandezza,
Che vane gli mostrai- pompe pregiateDi folle ambizion e d’ alterezza.
Lunghe toghe ostentai-, croci gemmate,
Aure chiavi, aurei velli e varia massaDi scudi e di visiere affumicate.