TERZINE
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A le sola donai tutti gli alletti ;
E or ni’è dolce il penar pel tuo sembiantePiù che il gioire di nuli’ altri oggetti.
E perchè duntpie dal mio cor costanteCosì diverso è il tuo ? perchè' le partiDi nemica tu compi, ed io d’ amante ?
Qual natura, qual dio potè creartiSotto aspetto sì mite alma sì dura,
Che non giunga l’altrui pianto a toccarti?
Ve’ eh’ io ne verso per quest’ombra oscuraUn rio dagli occhi, e sol dal tuo rigoreHan le lagrime mie fonte e misura.
Per te, per que’bei lumi, onde il mio coreSenza mercede (ahi rimembranza amara!)
Sì forte apprese a sospirar d’ amore }
Per quella bocca di parole avara,
Che vestirsi talor d’un dolce accentoFiglio della pietà mai non impara,
Pace, pace una volta al mio tormento :
Stanco di più patir, da’suoi legamiFugge il mio spirto, e si dilegua al vento.
Già non chieggo, mia vita, che tu m’ami:Degno io non son di tanto ben , nè speriOttenerlo il cor mio, benché lo brami.
Su le penne d’Amor sciolti e leggieriVadali cercando pur, ch’io ti perdono,Oggetto più felice i tuoi pensieri.
Chieggo meno da te. Misero dono
Fammi d’un guardo sol clic mi conforte:Dimmi sol che non m’ odii, e pago io sono.
Ili’ che non vuoi, nè cerchi la mia morte }
Di’ che se t’amo, non t’offendo, e ch’iolleggio sperar che cangi la mia sorte.
Tacete, o veniic.ci} taciti, o rio}
Lascia che del inio Ben la voce io senta}Lascia clic parli a me l’idolo mio.
Monti. Poesie varie.
io