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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

O dolci amiche di secreto

o~— speco.

Chi fia di voi che voli

aure pietose

Fuor di quest antro tenebroso e cieco?Chi fia di voi che sopra ali gelosePorti all’ orecchio del bell’ idol mioLa voce che su i labbri Amor mi pose ?Qualunque sei che al grato officio e pio,Cortese auretta, il voi sciogliere or devi,E girtene là dove ir non poss’io,

Pria di spiccar da questo orror le lieviRapide piume, deh ! clic sian ben tutteDe’miei caldi sospir focose e greviDeh! che sul dorso d’Appcnnin le brutteNon ti riscontrili d’Aquilone e Noto

Perigliose a mirarsi orride lutte.

Deli! che smarrita per sentier remotoMai non t’assorba, aerea pellegrina,Qualche caverna di dirupo ignoto.

Non accostarti troppo alla marina,

Ove sovente delle vaghe auretteFanno i nembi crudei strage e rapina.Tienti alle basse amene collinette,

Contenta di libai’ sol le fragranti

Cime de fiori e delle molli erbette.

E finché a quella , a cui t’ invio, davanti

Tu non sia giunta,

non fermar giammai

Le invisibili al guardo ale volanti.Tu certo non ancor conoscerai

L’ almo sembiante del mio Ben: ma molto

Per rintracciarlo da vagar non hai.Ove l’aria è più pura, ove più foltoE il suol di rose in solitaria parte,

la luce del gentil suo volto.