TERZINE
9.29
Ma pria, milizia fedel, di palesarte,
Guarda Leu se opportuno è il tempo, il loco 5Guarda clic alcun non venga ad ascoltarle.Tenera madre, in fanciullesco giocoS’ ella trastulla il pargoletto figlio,
E or ride, or fìnge corrucciarsi un poco:Poscia ai begli ocelli e al labbricciuol vermiglioCon mille baci gli s’ avventa c il sugge,
Di restartene indietro io ti consiglio.
Ma se soletta alla fresca ombra fuggeDe ? taciti boschetti, ed al cocenteLeon s’invola che in ciel arde e rugge,
Tu non smarrirti allor; ma dolcementeTra ramo e ramo susurrando, e a leiVentilando la chioma leggiermente,
Dille donde ne vieni, e chi tu sci,
E chi ti mandaj c poscia ad uno ad unoDeponle tutti al piede i sospir miei.
Se Amor gli assiste , se di tanti alcunoLe passa all’ alma, se non bave il corePur di tutta pietà vóto c digiuno ,
Vedrai coprirsi di gentil pallore
Le rubiconde guance , e al suol chinarsiLo sguardo di sua doglia accusatore.
Forse ancor que’ leggiadri occhi bagnarsiVedrai di pianto , e udrai dell’ infeliceI gemiti pietosi al ciel levarsi.
Oli piacciati, mia fida ambasciatrice,
Parte recarmi delle sue querele,
Nè d’altro ritornarmi apportatrice,
Se agli amanti non sei sorda e crudele !