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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZINE

9.29

Ma pria, milizia fedel, di palesarte,

Guarda Leu se opportuno è il tempo, il loco 5Guarda clic alcun non venga ad ascoltarle.Tenera madre, in fanciullesco giocoS’ ella trastulla il pargoletto figlio,

E or ride, or fìnge corrucciarsi un poco:Poscia ai begli ocelli e al labbricciuol vermiglioCon mille baci gli s’ avventa c il sugge,

Di restartene indietro io ti consiglio.

Ma se soletta alla fresca ombra fuggeDe ? taciti boschetti, ed al cocenteLeon s’invola che in ciel arde e rugge,

Tu non smarrirti allor; ma dolcementeTra ramo e ramo susurrando, e a leiVentilando la chioma leggiermente,

Dille donde ne vieni, e chi tu sci,

E chi ti mandaj c poscia ad uno ad unoDeponle tutti al piede i sospir miei.

Se Amor gli assiste , se di tanti alcunoLe passa all’ alma, se non bave il corePur di tutta pietà vóto c digiuno ,

Vedrai coprirsi di gentil pallore

Le rubiconde guance , e al suol chinarsiLo sguardo di sua doglia accusatore.

Forse ancor que’ leggiadri occhi bagnarsiVedrai di pianto , e udrai dell’ infeliceI gemiti pietosi al ciel levarsi.

Oli piacciati, mia fida ambasciatrice,

Parte recarmi delle sue querele,

Nè d’altro ritornarmi apportatrice,

Se agli amanti non sei sorda e crudele !