TERZIN'K
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h' insolito chiaror dell' Infinito. —
Così dicendo, sopra le pupilleDi croce un segno mi formò col dito:
Poscia d’incontro alla gran luce aprille,
E dentro vi trascorse un chiaro fiumeDi vibrate ardentissime faville.
Io possente di vista oltre il costume,
Allor lo sguardo avvalorato c forteFissai nel centro dell’immenso lume.
E dall’ ampie dei cieli eccelse porteCalar di forme angeliche io vedevaSplendente innumerabile coorte :
E seggio adamantino, in cui sedeaUn che l’aspetto di diaspro in guisa,
E il piè simile all’ oricalco avea. 54
Dal suo volto seren spinta e divisaFaccagli al capo un’iride contornoD’alma luce clic gli occhi imparadisa.
Santo, gridar gli Eletti a Lui d’intorno,
E Santo, Santo replicar sentissi
Per ogni parte, c rnddoppiossi il giorno.
Menti-’ io ben ferme in quei fiammanti abissiTenea le ciglia, col fragor del ventoUscir dal trono un’ altra voce udissi :
Scendi, Spirto di Dio, dal firmamento,
E al magnanimo Guido alfin s’apprestiDelle porpore sacre il vestimento.
Al gran cenno tremar gli archi celesti,
E lo Spirto di Dio tosto si mosse,
Alto recando le purpuree vesti.
Al cospetto di tutti egli le scosse,
E apparver dell’Agncl puro innocenteDel vivo sangue colorite c rosse.
Gli Angeli allor la faccia riverenteIncurvaro dall’uno e 1’altro lato,
E tai sciolse parole il gran Sedente :