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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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h' insolito chiaror dell' Infinito. —

Così dicendo, sopra le pupilleDi croce un segno mi formò col dito:

Poscia d’incontro alla gran luce aprille,

E dentro vi trascorse un chiaro fiumeDi vibrate ardentissime faville.

Io possente di vista oltre il costume,

Allor lo sguardo avvalorato c forteFissai nel centro dell’immenso lume.

E dall’ ampie dei cieli eccelse porteCalar di forme angeliche io vedevaSplendente innumerabile coorte :

E seggio adamantino, in cui sedeaUn che l’aspetto di diaspro in guisa,

E il piè simile all’ oricalco avea. 54

Dal suo volto seren spinta e divisaFaccagli al capo un’iride contornoD’alma luce clic gli occhi imparadisa.

Santo, gridar gli Eletti a Lui d’intorno,

E Santo, Santo replicar sentissi

Per ogni parte, c rnddoppiossi il giorno.

Menti-’ io ben ferme in quei fiammanti abissiTenea le ciglia, col fragor del ventoUscir dal trono un’ altra voce udissi :

Scendi, Spirto di Dio, dal firmamento,

E al magnanimo Guido alfin s’apprestiDelle porpore sacre il vestimento.

Al gran cenno tremar gli archi celesti,

E lo Spirto di Dio tosto si mosse,

Alto recando le purpuree vesti.

Al cospetto di tutti egli le scosse,

E apparver dell’Agncl puro innocenteDel vivo sangue colorite c rosse.

Gli Angeli allor la faccia riverenteIncurvaro dall’uno e 1’altro lato,

E tai sciolse parole il gran Sedente :