TERZINE
Sorga il Sebeto dalle piacici’onde :
E narri che per lui sempre più bellaLa pace germogliò sulle sue sponde.
A lunghe cure io l’avvezzai per quella,
E l’invitto Fernando c CarolinaDe’ suoi saggi pensieri ancor favella.
Carco di glorie poi la tiberina
Spiaggia il ritolse in mezzo alla speranzaDi rubiconda Porpora latina.
Ei ch’ha tutta di me la somiglianza,
Ei che fu mansueto, ei clic feliceOggi dell’ostro allo splendor s’avanza,
Mi richiama al suo fianco jeamc non lice ,A me che 1’ esaltai, di questo donoFarmi una volta a lui dispcnsatricc ? —Cosi parlava: dalle labbra il suono
Dolce qual mele uscia d’ogni suo dello}
E 1’ alto Nume, che sedea sul trono,
Poiché sospinto da increato affettoL’ ebbe sul volto mille baci impressi,
Con un sorriso se la strinse al petto.
Più innamorati i Serafini aneli’ essiAlternar gareggiando amabilmenteSantissimi fra lor baci ed amplessi.
A sì tenere cose anch’io presente
Mi scossi, e oh quale nel mio sen si sparseD’ineffabili gaudi almo torrente !
Ecco frattanto un gran silenzio farse}
Ecco un’ altra Virtude , c rispettosiGli Angeli indietro al suo passar tirarsc.Affaldi vista avea, sguardi amorosi,
Sette stelle sul petto, e l’ignea facciaDi tre vivaci ardea raggi focosi.
A lui che incontro le stendea le braccia,x\h! disse, insiem cogli altri il pregar mio.Clementissimo Padre, udir ti piaccia.