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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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TERZIjNE

Ti parla la Pietà: quella son io

di’ ai mortali laggiù larga proveggioLe grazie, i premi della man di Dio}

Ed or clic a Guido prepararsi io veggioConveniente al merto aurea mercede,

A parte d’onor tanto entrar ben deggio.

Pargoletto era ancor, clic alla mia fedeTu il consegnasti} c dietro i passi mieiSul cammin di tue leggi ci mosse il piede.

Prova sovente del suo core io fei, a:>

Lo passai per le fiamme irrequiete,

E scoprirne una macchia io non potei.

À lui per le notturne ombre secretoVenia furtiva} ed egli orando intantoTogliea dagli ocelli il sonno e la quiete.

Oli! quante volte mi chiamò, col piantoMescolando i sospiri} e non sapeaChe invisibile ognor m’ avea d’ accanto.

Io da lontano il suo pensici 1 vedea,

Io gli purgai la lingua, e al cor sinceroSempre il labbro fedel corrispondea.

Lusinga a lui grillastri Avi non fero:

Chi seguace è di Cristo c d’umiltate,Sprezza l’ambizion del sangue altero.

Lungi, fumose immagini pregiate:

Di queste invece io gli additai le belleDella gran Genitrice opre onorate.

Parlo di Caterina, a cui le stelleLa mente sollevai- sì, clic lontanaFu dai confini di natura imbelle.

Vedila or come al Ciel la via si spiana,

E calpesta fra’ chiostri ogni fallaceGloria, llagel della superbia umana:

Onde romita, c in radunar sagaceI tesori celesti, attende il giornoDi salir gli astri, c chiuder gli ocelli in pace