terzine
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Diè lo scudo, diè l’asta:, c già guerriera,
Già coronala, in trono la composeCon guardo ciré dicea: Fa senno, e spera.
Allor torve guatarla, e dispettoseMordersi il dito le costei nemiche ,
De’ suoi renduti onori invidiose^
E rinfrescando le paure antiche
Far consulta, e furtive alla vendettaAllacciarsi le maglie e le loriche.
Qui portento vid’io che al cor diè stretta:
Vidi una nube su l’Egèo levarse,
Che tutta ricopria l’onda suggetta;
E fiammeggiante nella nube apparse
Lunga una spada, la cui punta al senoDell’ alma Italia mi parca drizzarse.
11 rubro che n’ uscia spesso hai eoo,
Feria le spalle d 1 Appennino , e tuttoColorava di sangue il mar Tirreno .
La trista luce riflettean sul fluttoLe Britanniche antenne, congiurateA por la nuova Regnatrice in lutto.
Ed ella, che fatai la sua beltate
Sapea per prova, del suo stato in forseGià ritornava alle temenze usate.
Ma colla man su l’elsa la soccorse
D’un suo tal riso il gran Guerrier, che pienaAl cor fidanza e securtà le porse.
A (pici riso tornò l’aria serena :
Mandò l’Alpe splendor, che 1’ altro estinsc,Vivo nell’occhio della mente appena.
Ogni riva di luce si dipinse,
E di sue glorie a ragionar con Dori Più ratta l’Eridàn 1’ onda sospinse.
E per tutto tripudii, e danze, e coriDi donzelle, e fragranti di profumiI sacri templi, ed ogni via di fiori.