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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SESTINE

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Si rallegrò la parctonia riva,

Esultarono i colli, c fuor del fiumeDall’ignote spelonche il Nilo uscivaPer riverenza all’ appressar del Nume :

Tacquer d’Iside i sistri e la cortinaSulla novella deità vicina.

Tu intanto richiamando al tuo pensieroL’ira d’un re spietato e i tradimenti,

Onde sparser di sangue anrpio sentieroDi Bctelemme i pargoli innocenti,

Scossa dal tristo immaginato oggettoStringevi il Figlio inorridita al petto.

Ma che giovò d’un truce empio tirannoScampar l’ingordo insidioso artiglio,

E col prezzo crudel di tanto affannoFuggitiva salvarti il caro Figlio,

S’egli vittima alfin cader doveaDella rabbiosa crudeltà giudea ?

Miralo tutto sanguinoso e pesto,

Scarnato i fianchi, illividito e nero.

Ahi che il grande spettacolo funestoFa ribrezzo e paura anche al pensiero !Questo, o Madre, è il tuo Figlio? è questo il visoGià delizia ed amor del Paradiso ?

Qual avido leon che un agnelletto

Ancide, e lorda le grand’ugne c i denti,

Così l’Ebreo perverso c maledettoSu queste incrudelì membra innocenti.

Povero Rcdcntor, povero core,

Quanto ti costa un infinito amore !