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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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ottave

Vili.

N’ ebbe orror la montagna, e si commosse ,Mugghiando per pietà dell’infelice.

A quel muggito, a quel trcmor spiccosseUn sasso dall’ altissima pendice.

Come suol dalle nubi infrante c rossePiombar talvolta la saetta ultrice,

Così vola fischiando il sasso, e fiedeLo smisurato simulacro al piede.

IX.

Quel crolla, e nel crollar forza è che gemaSu i piò mal fermo, e tutto tremebondo;Cade alfine , e precipita : ne tremaLa terra offesa dall’ immenso pondo.

Sì forse allor tremò, clic dall’estremaAsia rompendo l’Occàn profondo,

Si divise l’America , e d’ alti - ’ acqueRicoperse i suoi lidi, e immota giacque.

X.

Plausero al rovinar della gran moleLe valli spettatrici c le colline.

E tosto germinar rose e viole,

E tra le siepi innaridir le spine.

Rise l’aria tranquilla, e in cielo il SoleDi più bei raggi circondossi il crine,

E lieto il sasso benedir parca,

Che l’Idolo tiranno infranto avea.

XI.

Mirabil sasso ! Già non sei tu figlioDi terrestre dirupo. In paradisoTu certo un dì nascesti, e tu dal ciglioDel gran Monte di Dio fosti diviso.Lascia che questa man ti dia di piglio,Lascia clic il guardo ti contempli fiso.Vo’che un’ara a te sorga, e che di fioriAbbi scelta ghirlanda e scelti onori.