OTTAVE
Voglio tl 1 elette corde il plettro mio
Armare, e più gentil trarne il concento.
Voglio.Ma folle! clic voler poss 1 io ?
Porta i miei voti e le parole il vento.
Un Dio s’ asconde in questo sasso, un Dio .Ecco altre maraviglie, altro portento :
Ecco die il sasso romoreggia c- bolle,
Si squarcia, si dilata, e al ciel s 1 estolle.
XIII.
Prende aspetto di monte, c va sublimeI gran fianchi elevando e la gran schiena.Tanto è già ih su con le superbe cime,
Che il guardo istesso le raggiunge appena.Allor , dall’ardue vette alle falde ime,
Di luce il giogo tutto arde c balena,
Da cui repente fecondato c scorso ,D’univcrsal verdura ammanta il dorso.
XIV.
Frondeggiano le balze, e vedi in altoPender foreste cd umili boschetti,
E giù tra 1 sassi con volubil saltoRompersi mormorando i ruscelletti,
Clic poi tra rive di fiorito smaltoSi fan cadendo più vivaci c schietti.Corrono d 1 ogni parte sitibondeLe genti a dissetarsi alle bell 1 onde.
XV.
Altri al basso le attigne, altri va lieveA libar le sorgenti in su la vetta.
Qual si fa vase della palma, e beve}
Quale il labbro v 1 attuila e non aspetta.Dalle dolci acque il cor vita riceve.
Indi posano il fianco in su l’erbetta,
E traggon l’ore fortunate e santeSul monte al rezzo dell 1 eterne piante.