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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

Che urlar torrenti e mugolai- tempeste.Dovunque il passo c la pupilla movo,

Escono d’ogni parte ombre e paure,

E muta stammi e scolorita innanziQual deforme cadavere la terra.

Tutto è spento per me! Sol vive eternoil mio dolor, nò mi riman confortoClic alzar le luci al cielo e sciorini in pianto.Ali che mai vagheggiarti io non dovea,

Fatai beltade ! Senza te venutoQuesto non fora orribil cangiamento.

Girar tranquilli sul mio capo avreiVisto i pianeti, e più tranquilla ancoraLa mia polve tornar donde fu tolta.

Ma in quei vergini labbri, in que’ begli occhiAver quest’occhi inebbr'iati, e dolceSentirmi ancor nell’ anima rapitaScorrere il suono delle tue parole :

Amar te sola, e riamato amanteNon essere febee } e veder quindiContra me, contea te, contra le vociDi natura e del ciel sorger crudeliGli uomini, i pregiudizi c la fortuna:

Perder la speme di donarti un giornoNome più sacro che d’ amante, e caroPeso vederti dal mio collo pendere,

E d’un bacio pregarmi e d’un sorrisoCon angelico vezzo: abbandonarti....Obbliarti, c per sempre... Ah lungi, lungi,Feroce idea} tu mi spaventi, e cangiTutta in furor la tenerezza mia.

Allor requie non trovo. Io m’ alzo , e coitoForsennato pe’campi, e di lamentiLe caverne riempio, che dintornoRisponder sento con pietade. AlloraPer dirupi in’è dolce inerpicarmi,

Mosti. Poesie varie. iS