SCIOLTI
Che urlar torrenti e mugolai- tempeste.Dovunque il passo c la pupilla movo,
Escono d’ogni parte ombre e paure,
E muta stammi e scolorita innanziQual deforme cadavere la terra.
Tutto è spento per me! Sol vive eternoil mio dolor, nò mi riman confortoClic alzar le luci al cielo e sciorini in pianto.Ali che mai vagheggiarti io non dovea,
Fatai beltade ! Senza te venutoQuesto non fora orribil cangiamento.
Girar tranquilli sul mio capo avreiVisto i pianeti, e più tranquilla ancoraLa mia polve tornar donde fu tolta.
Ma in quei vergini labbri, in que’ begli occhiAver quest’occhi inebbr'iati, e dolceSentirmi ancor nell’ anima rapitaScorrere il suono delle tue parole :
Amar te sola, e riamato amanteNon essere febee } e veder quindiContra me, contea te, contra le vociDi natura e del ciel sorger crudeliGli uomini, i pregiudizi c la fortuna:
Perder la speme di donarti un giornoNome più sacro che d’ amante, e caroPeso vederti dal mio collo pendere,
E d’un bacio pregarmi e d’un sorrisoCon angelico vezzo: abbandonarti....Obbliarti, c per sempre... Ah lungi, lungi,Feroce idea} tu mi spaventi, e cangiTutta in furor la tenerezza mia.
Allor requie non trovo. Io m’ alzo , e coitoForsennato pe’campi, e di lamentiLe caverne riempio, che dintornoRisponder sento con pietade. AlloraPer dirupi in’è dolce inerpicarmi,
Mosti. Poesie varie. iS