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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

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Parte di nostra eredità ? QualunqueMi serbi il Ciel condiz'ion di spirto,

Perchè, Gismondo, prolungar cotantoQuesto lampo di luce? Un sol potea,

Un sol oggetto lusingarmi: il CieloAl mio desire invidiollo, e l’odioMi lasciò della vita e di me stesso.

Tu di Sofia cultor felice, e speglioDi candor, d’amistade e cortesia,

Tu per me vivi, e su l’acerbo casoUna stilla talor spargi di pianto,

O generoso degli afflitti amico.

Allorché d’un bel giorno in su la seraL’erta del monte ascenderai soletto,

Di me ti risovvenga, e su quel sasso,

Clic lagrimando del mio nome incisi,

Su quel sasso fedel siedi e sospira.

Volgi il guardo di là verso la valle,

E ti ferma a veder come da 1 unire

O

Su la naia tomba invia l’ultimo l’aggioIl Sol pietoso, e dolcemente il ventoFa l’erba tremolar, che la ricopre.