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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

I

Sallo il Cicl quante volte al sonno, ahi lassoCol tlesirc mi corco é colla spemeDi mai svegliarmi. E sul mallin novelloApro le luci, a mirar torno il Sole ,

Ed infelice un’altra volta io sono.

Quale sovente con maggior disdegno

Vedi sul mar destarsi le procello

Che fatto dianzi avean silenzio e tregua,

Tale al tornar della diurna lucePiù fiero de’miei mali il sentimentoRisorge, e tal dell’ alma le tempeste,

Che la calma notturna avea sopite,

Svegliansi tulte, e le solleva in altoQuel terribile iddio che mi persegue.

Del cuore allor spalancansi le porte,

E il Dolor siede su la mesta entrata.

Con cent’ occhi il crudel mostro la guarda,

E la Gioja ne scaccia, che passarviVorria pietosa, e col suo dolce toccoIl fier custode addormentar procura.

Al sorriso , al gentil vezzo di questaAvversaria divina ei ben talvoltaPar che vinto s’accheti} ma trapassaL’ onda repente di contrario affetto,

Ch’alto romor menando lo riscuote}

Ond’egli riede dispettoso all’ira,

E l’istesso gioir cangia in martire.

II

Indarno alla novella alba del giorno,Allorché dopo il travagliar d’oscura