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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SCIOLTI

Funesta vis'ion svegliomi, e tuttoD’ affannoso sudor molle mi trovo,

Indarno stendo verso lei le braccia,

Misero ! e nel silenzio della notteLa cerco indarno per le vote piume,Quando un felice ed innocente sognoM’inganna, e panni di sederle al fianco,

E stretta al seno la sua man tenermi,Ricoprirla di baci, e contro gli ocelliPremerla, e contro le mie calde gote.

Ahi ! quando ancora colle chiuse cigliaTra veglia e sonno d’abbracciarla io credo,E deluso mi desto, ahi ! clic del cuoreLa grave oppressimi sgorgar repenteFa di lagrime un rio dalle pupille,

E al pensici’ disperato mi dischiudeUn avvenir d’ orrendi mali, a cuiTermine non vegg’io fuorché la tomba.

ITI

Oh come del pensici - batte alle porteQuesta fatale immago, e mi persegue !

Come d’incontro mi s’ arresta immota,

E tutta tutta la mia mente ingombra!Chiudo ben io per non mirarla i rai,

E con ambe le man la fronte ascondo}

Ma su la fronte e dentro i rai la veggioUn’altra volta comparir, fermarsi,Riguardarmi pietosa e non far motto.

Le braccia allargo, e prono in su le piumeCader mi lascio colla bocca e il petto}

Ma 1’ immago dagli occhi non s’invola}Anzi s’ accosta, e jiar c be ciglio a ciglio ,Gote a gote congiunga, e tal poi mecoReclini il capo e s’ abbandoni al sonno.