SCIOLTI
Funesta vis'ion svegliomi, e tuttoD’ affannoso sudor molle mi trovo,
Indarno stendo verso lei le braccia,
Misero ! e nel silenzio della notteLa cerco indarno per le vote piume,Quando un felice ed innocente sognoM’inganna, e panni di sederle al fianco,
E stretta al seno la sua man tenermi,Ricoprirla di baci, e contro gli ocelliPremerla, e contro le mie calde gote.
Ahi ! quando ancora colle chiuse cigliaTra veglia e sonno d’abbracciarla io credo,E deluso mi desto, ahi ! clic del cuoreLa grave oppressimi sgorgar repenteFa di lagrime un rio dalle pupille,
E al pensici’ disperato mi dischiudeUn avvenir d’ orrendi mali, a cuiTermine non vegg’io fuorché la tomba.
ITI
Oh come del pensici - batte alle porteQuesta fatale immago, e mi persegue !
Come d’incontro mi s’ arresta immota,
E tutta tutta la mia mente ingombra!Chiudo ben io per non mirarla i rai,
E con ambe le man la fronte ascondo}
Ma su la fronte e dentro i rai la veggioUn’altra volta comparir, fermarsi,Riguardarmi pietosa e non far motto.
Le braccia allargo, e prono in su le piumeCader mi lascio colla bocca e il petto}
Ma 1’ immago dagli occhi non s’invola}Anzi s’ accosta, e jiar c be ciglio a ciglio ,Gote a gote congiunga, e tal poi mecoReclini il capo e s’ abbandoni al sonno.