278
SCIOLTI
IV
Torna, o delirio lusinghici - , deli! torna,
Nè così ratto abbandonarmi. Io dunqueSuo sposo! ella mia sposa! Eterno Iddio,
Di cui fu dono questo cor che avvampa,
Se un tanto ben mi preparavi, io tuttiSpesi gl’istanti in adorarti avrei.
Non vo’ lagnarmi, 0 giusto Iddio. PerdonaAlle lagrime mie, perdona al ciecoDesio che ni’ arde. Se fra queste bracciaDato mi fosse un sol momento stringere...
Se questi labbri su quei labbri... Ahi, miseroAhi die al solo pensarlo entro le veneDi foco un fiume mi trabocca, c tuttiTremano i polsi combattuti e l’ossa !
V
Oh se lontano dalle ree cittadiIn solitario lido i giorni mieiTeco mi fosse trapassar concesso !
Oli se mel fosse! Tu sorella c sposa,
Tu mia ricchezza, mia grandezza e regno,
Tu mi saresti il ciel, la terra e tutto.
Io ne’ tuoi sguardi, e tu ne’ miei felice,
Come di schietto rivo onda soaveScorrer gli anni vedremmo, e fonte in noiDi perenne gioir fora la vita.
Poi, quando al fine dell’ etade il geloDe’ sensi avrebbe il primo ardor già spento,
E in fuga si vedn'an vólti i dilettiAll’ apparir delle canute chiome,