SCIOLTI
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Dolce amistade, che dal caldo cenereDelle passate fiamme altra farebbeGermogliar tenerezza, altri contenti.
Oli contenti ! oh speranze !... Un importunoFremer di vento mi riscosse, c tuttaSparve col mio delirio anche la gioia.
VI
Ahi sconsigliato! ahi forsennato! e dove,Dove son tratto dal furor di epiestoTremendo affetto? In lei sepolto, in leiSola è sepolto il mio pensici-. Quest’ occhiAltro non veggon che sua dolce immago;
Altro nel core risonar non sento
Clic P amato suo nome, e tutto appanni,
Se lei ne traggi, P universo estinto.
VII
Ma che? sederle al fianco, e de’suoi sguardi,De’suoi sorrisi, de’ suoi dolci accentiPascer l’anima ingorda, e sì dappressoFarmi al suo labbro, che sul labbro mioGiungerne io senta il tepido respiro....
Ahi! parali allor che un folgore mi corraPer gli attoniti sensi. Innanzi al ciglioUna nube si stende: entro la golaVan soffocate le parole, e sembraChe di foco una man la stringa e chiuda.
Allor mi batte in fiera guisa il core ;
E per dar vento all’ infiammato petto,
Più lunghi e cupi dall’ aperta boccaEsalano i sospiri; e forza è quindiO correre co’ baci alla sua mano,
E di pianto bagnarla, o dispiccarmi