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POESIE SCHERZEVOLI
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Sopra gli ocelli.
» Sotto due neri sottilissim’ archi»
Quando ti pose Amor luci sì belleIo giurerei che per gli eterei varchiIn epici dì si perdettero due stelle.
Da voi begli occhi a risguardar sì parchi ,Piovon dolci sul cor auree fiammelle 5Yoi plachereste gli Aquilon che carchiVanno d’orridi nembi e di procelle.
Occhi più bei d’Alcina in fronte AstolfoNon vide, e vostra luminosa lampaDomar può l’ombra dello stigio golfo.
E fra la luce che sull’alma avvampa
In voi sta scritto, ardenti occhi di zolfo :
» Vi fe’natura, e poi ruppe la stampa.»
Risposta colle stesse parole in rima al sonetto di VittorioAlfieri contro Roma , che incomincia: Vuota , insalubrereg'ion j che stata cc.
(i?83)
Un Cinico, un superbo, un d’ogni statoFurente turbato, fabbro d’ incoltiIspidi carmi, che gli onesti voltiHan d’Apollo e d’Amore insanguinato ,
In cattedra di peste, e nel senatoSiede degli empi nell’errore involti ,
E dardi vibra avvelenati e stoltiA Cristo, a Pietro, al successor beato.
Bestemmia il maledetto altari e tempi ,
E bandito 1 di ree dottrine ingiusteDeclina il meglio, e si abbandona al peggio.
Ma il Ciel confonde la ragion degli cmpì :
Nè per novelle scosse e per vetusteDella Sposa di Dio vacilla il seggio.