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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SATIRICHE, EC.

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SONETTO CODATO

scritto in Roma l’anno 1588.

Qui me commorit (melius non (angore, clamo)FleRit, et insignis tota eantabitur urbe.

lion.j l. II, sat. 1.

Padre Quirino, io so che a Maro e a FiaccoDiè l’Invidia talor guerra e martello :

Io so che Mevio fu molesto a quello,

Pantilio a questo, e fu villano attacco.

Ma dinne: avean coloro il cor vigliaccoCome i vigliacchi che a me dan rovello?

Vem'an di trivio anch’essi e di bordello ,

Briachi di livor più che di Bacco ?

Squadrali tutti ad uno ad uno, c vediCh’ ei sono infami, non aventi il prezzoNcppur del fango che mi lorda i piedi.

Conte abbian carca l’anima di lezzo

Brami, o padre, saper? Storia mi chiediChe risveglia per dio sdegno e ribrezzo.

Questi che salta in mezzoPicciol di mole e di livor gigante,

Di menzogne gran fabro e petulante,

Celebrato furfante,

Cui del ventre la fame i versi inspira,

Onde son nomi di vergogna e d’iraAzzodino c Saira ,? 0Questi jer l’altro mi baciava in viso.

Non istupir: quel ladro circonciso ,

Per cui fu Cristo ucciso,

Gli fu maestro, cd impiccossi al fico.

L’altro, a cui fanno le parole intrico

Sovra il labbro impudico,