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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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POESIE SCHERZEVOLI

Magnanimo Signor, di versi elettiIo largo dono, se noi sai, ti deggio.

Tu le frescli’ ombre de’ Pincian boschettiSchiudi al mio dolce vcspcrtin passeggio.

Ivi spesso fra i grati ermi ricettiCultor romito delle Muse io seggio,

L’estro invocando, che col suon dell’ondaS’ode cheto venir tra fronda e fronda.

Io canto, e allor si fermano a sentire

Gli augei sui rami} e le Dee boscherecce,Da questo e da quel lato per udire,Traggono il viso fuor delle cortecce;

E senza paventar gli assalti e l’ireDei Fauni ardili, lisciansi le trecce,

Dando grazia al Signor prima del loco,Poscia al Poeta che le desta un poco.

Ma lorneran confuse a rinserrarsiDell’albero natio dentro la tana,

Quando vedran dalla città versarsiCocchi e destricr per tutta la Pinciana,

E trascorrere, fremere, affollarsiLa popolosa gioventù romanaLaddove in teatral circo il PiacereS’offre in vaghe moltéplici maniere.

Questi su largo nobile girone,

Che saldo nel terreno il perno innesta,

Va d’un destrier di legno a cavalcioneSospinto a cerchio da man forte e presta:Le frecce al fianco ha nel turcasso, e poneAttentamente la sua lancia in resta:

Ed ora infilza i discendenti anelli,

Or vibra il dardo in sferici cartelli.